lunedì, 24 dicembre 2007, ore 15:46

ci vuole ordine! Ok, con calma, eh. Non mi mettete fretta, che poi si fanno casini. Bene bene bene dunque dunque. Chiaro.
E' un po' brutto, ma tocca ricascarci, sennò non se ne leva le gambe. No anzi, non è che non se ne leva le gambe...cioè, non c'è nessun guaio, nessun boia pronto a staccarti la testa in un sol colpo. No, è diverso...voglio dire, non si fa. Non si lavora. Ci si impantana. Regole regole regole, cazzo!, servono regole.
Perfezione millimetrica, precisione svizzera, come prima, ma con una dose maggiore di, no?, calma interiore. Nel senso, consapevolezza. Sa molto di buddha eccetera, però diamine.
Dunque. Carte in tavola. L'ordine severo e durissimissimo c'è stato all'inizio proprio, quando avevo tutta quella volontà d'acciaio e le palle grosse come una casa e un progetto fantastico in testa. E diavolo, l'ordine c'era, e se non c'era ero fritto.  Ma c'era bisogno di idee. Alcune erano forzate - e si sente - altre, urca!, no. Ecco, quindi. Accettare un'idea forzata era come darsi una martellata su un dito e dover rimanere impassibile, capito come? Che uno magari può anche riuscirci, ma il dolore lo sente, e soprattutto la fatica di tenere la bocca chiusa, una fatica incredibile - e poi la volta dopo chi glielo fa rifare? O ci si martorizza e ci si abitua, oppure la fifa - o la stanchezza - ha la meglio. Anzi, la disillusione ha la meglio. Quella sì che è una bestia. La disillusione ti ammazza, non c'è niente da fare.
Quindi è andato tutto a puttane, e ci è andato anche in un punto abbastanza focale, come dire?, di svolta. Ora, contando su un certo bagaglio di esperienze acquisite nel frattempo, potrei continuare con una qual certa sicurezza, e ciò indubbiamente mi porterebbe e capire, cazzo, a rendersi conto...
...
(Cioè, sarebbe come fermarsi e fare il punto della situazione. Leggere, rileggere, cogliere il significato, la poesia...è roba che tipuò far restare secco, giuro. Soprattutto per la sua genuinità, la sua spontaneità, Gesù. E' come, che so, guardare un panorama senza degli stronzi che lo deturpino con dei fumi di scarico o schifezze simili, roba che io partirei subito, se solo avessi assicurata la giusta compagnia e tutto quanto, capito, quando ti capita di poter ammirare un paesaggio insieme a qualcuno? Cioè, ha tutto un senso, anche se stiamo tutti zitti e guardiamo e basta, no? Guardare le robe da soli è una pena - è non una cosa così ovvia. Tempo fa non l'avrei detto. Magari invece ora guardo una cosa - ehi, ma mica una cosa qualunque, una roba figa, capito - e poi, diavolo!, vorrei avere ChiSoIo accanto giusto per dire "Oh, guarda bello" - che poi che senso ha? Lo vede da sè se è bello o no, ma comunque, tanto per dire una cosa. Boh, poi può anche saltare fuori che è un ragionamento inconscio del cervello per elaborare una scusa solo per vedere ChiSoIo. Cioè, va da sè, ma il senso non è quello - solo quello. E' guardare in compagnia. Oh.)
...
Questa roba mi prende. Dio, se mi prende. Ma dicevo.
Ora io ho tutta questa onestà addosso, no? E devo scrivere per due motivi: il primo, è quanto detto sopra; il secondo (che è cinico, ma fanculo, che se aspetto la voglia concreta di scrivere posso spararmi) - il secondo, dicevo, consiste che tutta sta genuinità si sentirebbe immancabilmente forte nella mia scrittura perchè se fingi si sente, e si dici il vero si sente anche quello, no? Almeno tendenzialmente. Quindi: sfruttare l'esperienza.
Ma ora ecco il dilemma amletico: io ho questo lavoro a metà che prevede questa svolta sentimentale, e altresì ho in testa da diverso tempo un progetto fighissimo (me la tiro, ma se lo scrivesse qualcuno bravo sul serio, verrebbe una roba figa, date retta) dove, appunto, avviene anche lì una cosa del genere. Capito, ma io ho paura che se, diciamo "consumo" la mia genuinità fresca fresca con sto lavoro, poi per quell'altro resterà qualcosa?
Cazzo, ma il discorso non si limita qua. Perchè la rabbia - quella che ho versato in queste stupide pagine, settimana dopo settimana, righe fitte dei pensieri di un incazzato escluso da questa società di merda e matto da legare e però non poi tanto se si considera tutto, il mondo come va eccetera - quella rabbia, dove la vado a ripescare?
Fingere? Eh no. Bah, si tratta solo di tirarla fuori, dai. Secondo me le robe non scompaiono del tutto. Cioè, uno che dice "Sono cambiato", "Sono un'altra persona", beh, secondo me non c'è da fidarsi tanto. Cioè, forse una parte di te si è nascosta e credi di non vederla più -  o meglio: ti convinci di non vederla più - ed effettivamente nei rapporti sociali e nel modo di pensare sei senza dubbio diverso, ma con i giusti stimoli e tutto quanto vedi come quella parte di te riaffiora. Hai voglia. Pensate a un omicida, no? Ammazza uno, va in galera e poi torna, e decide di rimettersi a nuovo, di cambiare, di essere buono, insomma. Si fa una vita, una famiglia eccetera. Ok. Però succede che un mezzo matto arriva a casa sua e gli ammazza la moglie e i figli per non so quale vecchia faccenda in sospeso. Io dico che il vecchio si mette in culo i buoni principi che aveva adottato e va a cercare il bastardo per farlo secco, mica no. Cioè, magari non lo fa secco, alla fine, perchè l'esperienza insegna e via dicendo, però l'istinto omicida gli viene, sicuro come la morte.
Ecco, quindi magari la rabbia c'è ancora, si tratta di andarla a ritrovare - e non di co che sia cosa facile, ma diamine. Ci si prova.

Fanculo, ho scritto un fottio di roba, e neanche mi va di rileggere.
Al diavolo.
E buon Natale.

PS. Perchè a Natale si dovrebbe essere più buoni? Non si dovrebbe essere più buoni ogni giorno dell'anno? Cioè, è perchè poi si fa troppa fatica a essere buoni sempre? Perchè ci mancano i quattrini? Io penso che a far così il Natale diventi una sorta di Utopia evanescente, un mondo ideale per un giorno, e poi puff, che mi potete dire "Sempre meglio che niente", e, per carità, avete ragione...ma la cosa non mi torna del tutto.
Bah, è ufficiale: sono polemico.
Kamikazeboy
P.link ¤ commenti (32) ¤ commenti (32)(popup)
categoria :





sabato, 08 dicembre 2007, ore 21:03

No, finire senza che mi accorga di nulla, no.
Ma non ringrazio nessuno. Non smontate niente, non ci siamo ancora arrivati. Calma.
Mi hanno detto che sarebbe utile riorganizzare il tutto: i vari capitoli, eccetera. Ok, posso farlo. E poi non si esclude niente. E' solo un countdown del cazzo. Codici.
Sono cambiato sono diverso e va bene, ma certe cose basta riprenderle in mano che ricordi subito come si fa. E' come andare in bicicletta, non ci si scorda. Da grande magari manca quell'entusiasmo, manca quel tutto, ma
uno cresce
cambia
dopotutto
e poi

Certo che la vita ne offre, di spettacoli pietosi. Non puoi fare un passo che te ne trovi uno davanti. C’è un sacco di gente che non ci fa caso, o non si rende conto, o semplicemente non gliene frega un’emerita, eppure ci passa vicino tanto così. E’ strano. C’è bisogno di tragedie, di roba che fa il botto, perché la gente si accorga di qualcosa. Mica lo capiscono, che si può soffrire in silenzio.
Kamikazeboy
P.link ¤ commenti (3) ¤ commenti (3)(popup)
categoria :





venerdì, 10 agosto 2007, ore 11:25

…e mi chiederete dove diavolo ero finito. Logico. Uno sparisce, dove diavolo è finito. Perché, uno non può sparire così – quando ne ha voglia? Semplicemente molla tutto / come se di colpo sparisse, per tutti / e poi rieccotelo dopo, fresco loquace allegro stronzo bastardo come prima, o non proprio come prima, voglio dire, non esattamente come prima, ma insomma. Si tratta solo di lasciare il vuoto vuoto, e basta – e non cercare di riempirlo di motivi e giustificazioni e ipocrisie varie.
Il…il fatto è che ci sono cose che succedono,  non si sa bene come, ma succedono e basta, e uno senza neanche rendersene conto ci si ritrova dentro fino al collo, cristo, e nella maniera più imprevedibile. Come fa uno a salvare qualcosa, quando succedono cose di questo tipo? Niente, rimane travolto e basta, e dopo – solo dopo – ha il tempo di razionalizzare respirare calmarsi e dire
“Porca puttana.”
Ma questi sono dettagli a cui nessuno presta ascolto, no? Dopotutto questa è solo una sgorbia, un sgorbia storia, e basta. No?
(“Ehi, se l’uomo sparisse dalla terra, in un centinaio di anni tornerebbe tutto come prima, lo sai?”
“Tutto come prima?”
“Sì, certo. Gli alberi, le foreste…tutto.”
“Oh.”)

Ok, ok. Allora vi dirò dall’inizio.

(“Cazzo.”)

E’ stato un trabocchetto. Una trappola, con un suo sottile meccanismo. Un gioco sporco, semplicemente sporco, uno schifo a tutti gli effetti, evidentemente e senza ombra di dubbio, come non so – non so - le sigarette. Avete presente le sigarette, no? Il fumo, insomma. Fa male, no? Fa venire il cancro e i tumori e invecchiare la pelle e – insomma, un sacco di cose che ti fanno crepare più in fretta. Ecco, io non ho una stima così bassa dell’intelligenza umana per pensare che tutti, o quanto meno la maggior parte delle persone che cominciano a fumare non ne siano al corrente. Cioè, secondo me sanno benissimo di tutti i rischi e gli effetti disastrosi eccetera, ma comunque, comunque…
cazzo, vuoi mettere il brivido di provare qualcosa di assolutamente nuovo e quindi sconosciuto e quindi misterioso e quindi, cristo, eccitante - con tutto il resto? Con il monotono tam tam quotidiano? Sta tutto lì il gioco, nell’esporsi al rischio e assaggiare l’odore acre del pericolo senza però staccarsi da un margine di sicurezza - e allo stesso tempo gustare l’emozione di sentirsi come percorsi da qualcosa…
qualcosa…
…di elettrico (vene vene sangue schiena – su per la schiena, elettrico.)
Brivido.
/ il che sarebbe okay, sono il primo a dirlo, se il tutto non fosse così sporco. Perché non ci si ferma . Perché poi passa il tempo, e inevitabilmente quelle sensazioni lucide di novità, quasi – cristo – magiche, finiscono per appiattirsi, opacizzarsi sul fondo grigio dello scorrere dei giorni, entrare a far parte di una – mio Dio – routine, darsi motivo di esistere nella pura - assuefazione. Ti diventa un peso. Ti ammazza, e questo già lo sapevi, ma lo fa lentamente.

Merda.

Non è stata colpa mia.
Kamikazeboy
P.link ¤ commenti (26) ¤ commenti (26)(popup)
categoria :





lunedì, 30 aprile 2007, ore 18:18

E andiamo. Giornata uggiosa ma piuttosto caruccia, via, le giornate uggiose in fondo sono carucce se non fai troppo caso alle facce della gente che sembra avere problemi con il mondo, il mondo e le giornate uggiose, mamma mia, tu eviti quelli e Gol al trentacinquesimo del secondo tempo che ristabilisce la partita sul punteggio di Spengi quella cazzo di televisione, come credi che ce la faccia a Scusa, oh, stai calmo, eh, E tu spengi quell'accidenti e me ne sto calmo, okay?, okay, okay, bravo. Grazie.
Ma le giornate uggiose sono anche belle, insomma. Come una partita (al trentacinquesimo del secondo tempo, oddio, no, basta), una partita che finisce pari, ma che bel pari, proprio una partita entusiasmante, anche se le giornate uggiose non hanno niente di entusiasmante, ma insomma, oh.
Allora facciamo così, magari una partita anche brutta, ma ci sono io che tifo per la mia squadra e anche se fa schifo è sempre la mia squadra, e allora via, ci si diverte uguale, anche se Non ho un cazzo di voglia di nulla oggi, sai?, Nessuno ti obbliga a far In realtà ho voglia solo di starmene qui, ecco, Benissimo, stattene lì, stattene lì, stattene lì mi dice, ma che cazzo,  io sono un grande tifoso di giornate uggiose, ma piuttosto scervellato, e Dai ma dimmi almeno che fare, su, Beh, lì sul divano?, Eh, sì.
Mah.
Uao che risposta, forse è meglio che si riaccenda quell'accidente allora, se proprio non mi devi degnare di una Un libro!, Eh?, Leggi un libro, ecco, tre ore per pensare a questo, Vabbè, grazie dello sforzo, Casimiro. Un libro.
(Libri uguale lettura uguale storie uguale niente di particolarmente interessante -  niente di particolarmente interessante, no no. Seppure.)
Guarda che dico davvero, D'accordo allora, che mi proponi?, E che ne so, alza il culo e vai a vedere un po', alza il culo, ma senti questo, E dove, scusa?, Nella biblioteca, miseria cane, questo ha pure una biblioteca, se mi riesce la faccio schiattare anch'io una vecchia ereditiera per prendermi tutto il suo stramaledetto Di là, sta la biblioteca, Che accidenti di casa, accompagnami, dai. Patrimonio.
Forse è uno strano effetto collaterale/giornate uggiose, tutta 'sta specie di euforia che c'ho addosso, non so se si nota, si nota?, si nota, ma insomma, mica devo render conto a nessuno, se Ma che accidenti di casa, dico io, se appunto sono, come dicevo? Un accidenti di casa, appunto, vecchie ereditiere e giornate uggiose. Tifo per una squadra del cazzo, ma vabbè. Mi sa che ho perso il filo.
Insomma faccio quel che cazzo mi pare, come sempre.
Anche nelle case di vecchie ereditiere - che poi me la immagino quella poveretta, tutta ossessionata eccetera, che uno potrebbe anche riderci, che cose strane, sarà che sono piuttosto macabro, lo sono?, lo sono, ma che ci si può fare, ognuno è fatto a suo modo, e io così, pazzo e con le voci in testa e che – appunto – faccio e penso e dico quel che cazzo mi pare, anche nelle case di vecchie ereditiere eccetera, NOVE DICEMBRE 2007: fino allora la pacchia ci sta, e poi dopo no, pace, d'altronde è giusto, io ne sono convinto, non perchè lo dicono tutti, sia ben chiaro, io mi faccio una pippa di quello che dicono tutti, mi raccomando questo, ma perchè poi ad andare avanti, a perseverare, sapete come si finisce, no? Male, ecco come. Ci vuole anche del sacrosanto equilibrio. Mettete conto che io continui su questa strada per ancora molto tempo, già mi ci vedo per le strade ubriaco marcio a raccattare dei centesimi nel mio cappello logoro e sudato. E poi che mi metto a spiegare, tanto è inutile, voi non capite un cazzo, voi non capite un bel Ma nel frattempo l'importante è non pensarci, tipo a farsi seghe mentali su come Eccoci finirà eccetera, altrimenti uno rischia di Scegline pure uno stare sempre a pensare a quello e basta, e quindi Ehi, mica sono scemo, magari pazzo e oggi con un'euforia Ci sei? particolare, questo ve lo concedo, ma sappiate che – sappiatelo –  tra deliri e puttanate varie io sono sempre capace
di tornare
in me.
- Io i libri li detesto.
- Come li detesti?
Li detesto. E soprattutto gli scrittori, detesto. Anzi, non detesto. Odio. Sono persone irresponsabili.
“E vissero per sempre felici e contenti."
Stronzi. Non vi sembrano stronzi? Cazzo, lo sono. Sono stronzi, ecco cosa. Io spero di non doverne mai incontrare uno. Lo ammazzerei, guardate. Ecco.
- In una biblioteca di solito ci sono libri, Joey.
Scrittori. Bah. Che loro mica se ne rendono conto di quello che fanno, mica ci riflettono, quando prendono la stilografica o la biro o la tastiera del computer o quel che diavolo volete, e si mettono a scrivere. Non ci pensano nemmeno per un nanosecondo.
E andiamo. Tipical, tipical, very tipical. Oh, yeah.
Pensano a una storia mirabolante, questo sì, a come incastrare un'idea con un'altra, a fermare su carta un'ispirazione, ma certo che lo fanno, questo, nessun problema - shake that thing -, si ingegnano nel trovare i più efficaci metodi per accendere l'attenzione nel lettore, per farlo coinvolgere nella vicenda, urca, a questo pensano, eccome, per non parlare (for example) di come si destreggiano nell'ambito trito e ritrito del lui e della lei che si conoscono, si amano -  I (cuore) you, and you? -, e  c'è sempre un'avversità che rischia di mandare tutto a puttane, a questo, trovano doveroso scervellarsi,  ma a capo di tutto ciò, una riflessione seria, l'hanno fatta?
Irresponsabili del cazzo. Perfect English.
Senza contare che la maggior parte di loro sono delle ignobili teste di merda che non hanno il coraggio di metter la testa fuori dal buco della loro casa, e se lo fanno, se mettono la testa fuori, dico,  magari è per trarre ispirazione dal mondo circostante, per una delle loro tristissime rielaborazioni in chiave romantico – horror – giallo – vattelappesca della Comunque senti. Eh. Prendi questo, vai. Magari ti piace. Vita.
Ma poniamo il caso che ci sia anche uno scrittore, diciamus, colto. Diciamus, per bene. Diciamus, un uomo di mondo. Alla fine anche lui però finisce per propinarti una verità, una verità che (Plauto amicus est, magis veritas) è una, cazzo, e tu la devi accettare, non ci sono seghe. Non è che se tu sei – scripta manet - nero o bianco o uomo o donna o puttana o  - verba volant - bambino o che accidenti volete, quel libro cambia. Macchè. Se ne rimane così, è scritto così, e così rimane. Esse Pi Qu Erre.
Sokrate aveva kapito tutto. Lui non ha lasciato scritto un bell'accidenti, e ha fatto bene. Lui kredeva nel dialogo, kazzzzzzo, e si metteva a discutere con la gente, lui, kiaro?, lui in persona, e non si nascondeva dietro uno stramaledetto foglio di karta, le diceva in faccia, le cose, kazzzzo, ed era disposto a cambiare atteggiamento a seconda di chi aveva davanti. Magari poi, per carità, poteva finire anche lui – saggio e grande eccetera come vogliono farci credere – anzi, krrredere - a sparare kazzzzate, ma la gente aveva occasione di ribattere, di contraddirlo -  di zittirlo, insomma. Con un libro mika lo puoi fare.
- Insomma, come kazzo si intitola sto libro?
- Gocce di asfalto.
Da scommetterci che sia la solita merdata. Che ad ogni modo leggo, ma solo per dimostrare che E ancora. Non la finiva più. E io lì, a sorbirmi tutte quelle prediche, senza alzare un dito. In verità, farlo sarebbe equivalso a scatenarla ancora di più. Perciò attesi che il suo sfogo si esaurisse del tutto, e poi, senza aspettare che mi dicesse
Vai in camera tua,
andai in camera mia. Per il resto del pomeriggio, non fece altro che piangere.
Quella era mia madre, in buona sostanza, il giorno prima che partissi per il college. Mio padre se ne era andato quando avevo sei anni. Non nel senso che era schiattato, era fuggito con una di Alabama, il bastardo.
Giornate uggiose, vecchie ereditiere e Gol di Luca Toni al quarto d'ora della Abbassa, almeno, se proprio non la vuoi spengere, e tifo per una squadra di merda, Nobody docet, kazzzzo, povero vecchio bastardo di un collegiale con la situazione in famiglia merdosa – madre isterica, padre bastardo, ragazzo demoralizzato, già inquadrato il tipo, avrà un nome da checca tipo John, o Charles.
Jack.
Ci sono andato vicino. E comunque anche Jack mi sembra un nome da Il college faceva schifo. Il mio compagno di stanza era un certo Mark McDonald – come il pagliaccio degli hamburger, esatto. Era uno piuttosto serio, a prima vista. Ma forse lo faceva solo per nascondere la timidezza. Molti fanno così – voglio dire, si atteggiano a gran bulli quando in realtà si imbarazzano un sacco a dirti ciao o buongiorno o cose così. Io comunque ero solo come un cane, e bullo, timido o scemo, mi andava bene comunque.
“Piacere, sono Jack.”
“Dick Fredstone. Di', hai anche un cognome o sei un maledetto diseredato?”
“Cunnings.”
“Bene, Cunnings. Ci sono due cose che devi sapere di questo posto. La prima è che io prendo il letto di sopra. La seconda è che non devi rivolgere la parola alle Code Di Paglia. La terza è che ogni lunedì sera dalle 23 tu mi devi coprire. Esco da questa maledetta bettola. Chiaro?”
“Avevi detto due cose.”
“Ti ho chiesto se ti è chiaro.”
Stronzo: sì, era stronzo. Timido: no, non era timido. Scemo: ancora da appurare.
“Sì, è chiaro.”
“Perfetto. E non mi contraddire più.”
“Non mi permetterò, capo.”
A questo punto si scaldò. La parola “capo” non doveva andargli a genio, evidentemente.
“Senti un po', moscerino.” sbraitò. “Vedi di non combinare pasticci, okay? Che sto in un mare di merda con i topi di fogna di questo posto. Ancora un po' e mi sbattono fuori. Quindi stattene calmo e buono.”
“Okay.”
Prese una borraccia dal fondo di un cassetto e sbeverazzò un po'. Poi me la lanciò prendendomi dritto in pancia. Annusai un attimo il contenuto. Era un nonsocosa di alcolico.
“Ah, giusto a titolo informativo, tra un paio di orette ti portano a fare un bagnetto rinfrescante, eh. Goditelo anche da parte mia, e vedi di non scuoterti troppo.”
Un bagnetto. Intendeva una bella matricola. Ma che cazzo. L'idea non mi entusiasmava più di tanto.
“Ehi, cos'è quella faccia? E' la prassi. Non ci pensare. Bevi.”
“Sono astemio.”
Mark mi si avvicinò e mi prese la borraccia dalle mani.
“Più per me. Alla tua.”
E la svuotò.
Pagina diciotto.
“...fai mai quello che ti dico? Eh, perchè? Mai una buona, santissima, stramaledetta volta?”
Pagina centocinquantadue.
"Senti, adesso in qualche modo facciamo, okay?”
“Stavolta non ce lo salviamo il culo, dammi retta.”
Non avevo mai visto Mark così preoccupato. Avevo paura che da un momento all'altro si mettesse ad urlare. Matt e Vanessa erano nelle medesime condizioni, se non peggio. E pure io, se volete saperlo, non ero al massimo, quanto a stato d'animo.
“Sacro Dio, fammi venire al volante.” dissi alla fine.
“Cosa?” Tutti e tre mi fissavano stupefatti.
“Fammi venire a quel cazzo di volante, mi prendo la colpa, che tanto lo so con v..”
“Non fare puttanate, Jack.”
“Fanculo le puttanate, che hai idea di fare, scusa?”
“Ma non lo so, ce ne andiamo, come diavolo faccio a...ma senti, questa di venire al volante tu mi pare una ca..”
“MARK, TI SBATTONO FUORI, non ti ricordi? Ti prendono come un tappeto vecchio e ti mollano fuori di casa, è chiaro?”
“PORCA PUTTANA, e con te cosa credi che FACCIANO?”
“Fammi solo venire al posto di guida e Fammi venire al posto di guida e Fammi venire al posto di guida e BASTA, io queste merdate non le reggo più.
Mi sono rotto il cazzo. Gente che si addossa la colpa per cose non fatte. Gente che si addossa la colpa, che sarebbe di stronzi, eppure se l'addossa. Che accidenti vogliono darci a bere? Che verità vogliono insegnarci?
Il valore dell'amicizia? Eh? A quanto può essere bello solidale splendido? Eh? Questo?
Scrittori del cazzo.
Tutto è buono per darcela a bere, insomma. Ma cosa. MA COSA?? Un minimo di responsabilità, per Dio. Un minimo di serietà, kazzo. E alle persone ignare, non ci pensano, quando scrivono? Non ci riflettono, eh? E agli ignoranti? E alle persone sole? E a quelle che soffrono? Possibile che non gliene freghi assolutamente niente? E' possibile che siano incentrati così tanto sulla loro dannata trama da dimenticarsi di tutto il resto? E a chi soffre, chi ci pensa? Ci pensa nessuno, eh? E a chi non ha nessuno accanto? Nessuno? Eh?
Cosa devo pensare? Che sono uno scarto della società che non ha neanche più la possibilità di sperare, di sfiorare e vedere ciò che si proverebbe insieme a qualcun altro? E' così, eh? Che no posso nemmeno soffrire per un altro, che posso solo fare tutto per me stesso, eh? Che me ne sto semplicemente...
-Ehi.
-Ehi.
-Che hai?
-Niente, niente.
-Stai piangendo.
-No, io non sto affatto piangendo, se proprio lo vuoi sapere.
-Come vuoi.
-Ehi.
-Dimmi.
-Stasera non mi va proprio di starmene a casa.
Giornata uggiosa del kazzzzo.

-222
Kamikazeboy
P.link ¤ commenti (26) ¤ commenti (26)(popup)
categoria :





lunedì, 09 aprile 2007, ore 09:51

Nota dell'autore,

che è la prima e credo anche l'ultima che faccio. Ma ho trovato doveroso avvertire che:
Il seguente post contiene espressioni che possono risultare gravemente offensive nei vostri confronti, per cui la sua lettura è sconsigliata.
Non credo di essere in regola neanche facendo questa avvertenza, ma spero di non avere problemi. Valutate bene prima di decidervi a leggere, e questo lo dico a tutti, non c'è amicizia o stima che tenga. Se avete letto qualche post precedente, vi sarete resi conto che il linguaggio che uso è forte, così come le scene che racconto - voglio dire, piuttosto forti. Perciò se vi dico una cosa del genere, ci sarà un motivo.
Qualcuno di voi penserà che questa me la potevo evitare.
Effettivamente.
Ma l'ho scritta lo stesso, perchè ho una testa dura che non immaginate, e se c'è da dimostrare una sorta di "coraggio" io, che cazzo, non mi tiro indietro. Io i limiti li odio, quando si tratta di arte. Io sono quello che i limiti non sono per lui. Io sono quello che all'asilo usciva fuori dal foglio con i disegni.
Cazzo.

Detto questo:

About God

Eravamo parcheggiati nello spiazzo presso il parco della città, a poco più di cinquanta metri dalla chiesa. Chiesa. Nemmeno mi ricordavo da quanto era che non ci tornavo, in chiesa.
-Tu che fai? - chiesi a Casimiro. Sedeva al posto di guida, con un paio di Rayban calati sul naso.
-Me ne resto qui.- rispose.
-Sicuro?
-Sicuro.- confermò.-Non ho tutte le carte in regola per entrare lì dentro, bello.
Ridacchiai sotto i baffi, mentre aprivo la portiera e scendevo l'automobile, congedandolo con un beffardo "Figuriamoci!"
Feci quei cinquanta metri tutto tranquillo, gustandomi il piacevole tepore primaverile di quella mattinata di inizio Aprile, fiancheggiando la fresca radura del parco interrotta qua e là da pini e querce e nonsocosa sotto cui vecchietti e giovani coppie innamorate trovavano ristoro. Che bella vita, cazzo. Proprio una bella vita – pace, tranquillità, silenzio e tutto il resto – e io invece me ne andavo in chiesa. Che cazzo.
Entrai che erano già all'Alleluia Alleluia. Alla mia destra, appena dentro, c'era la bacinella in pietra con l'acqua santa. Oh, beh.
Padre, Figlio, Spirito Santo. A posto.
Realizzai repentinamente che non c'erano posti a sedere liberi a pagarli oro. Tutti occupati da vecchiette, vecchietti, giovani-in-campana, giovani-in-campana-tutti-casa-e-chiesa, allegre famigliole con madre assidua frequentatrice, figlio assiduo frequentatore, padre-che-se-ne-sarebbe-stato-a-casa-ma-siccome-è-Pasqua-allora-va-bene-però-che-palle. Più una schiera di ritardatari in piedi in fondo con la grinta feroce in faccia. Mi aggiunsi a quest'ultimi.
Precisamente.
Mi misi alla destra di uno con capelli sparati da non potersi dire – chili di gel, come minimo, cazzo, chili – e vestito di tutto punto. Faceva l'aria di rincoglionito sbavante per la parola di Cristo. Più che probabile che pensasse alle gnocche, quello, altro che Cristo e Cristo.
Ad ogni modo, quel coro bislacco finì di cantare l'Alleluia eccetera eccetera e il parroco, il classico parroco omologato capelli laterali corti bianchi più occhiali, attaccò col Vangelo.
Dal Vangelo Secondo Luca.
Da aggiungere alla lista anche: voce candida da vecchietto stupratore di capre del vicino di casa.
Gloria a te , o Signore.
Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, le donne si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro. Ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Io penso una cosa.
Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti.
Ma Dio, in tutta questa storia della resurrezione e via dicendo, c'entra qualcosa?
Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro.
Okay, okay, è il padre di Cristo eccetera eccetera. Questo lo so.
Perchè cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è resuscitato. Ricordatevi come. Dicendo che.
Quello che voglio dire io è che questa storia di coso, comesichiama.
Gesù.
Che resuscita e fa miracoli eccetera, dico.
E' anche carina, per carità, lui che va in giro e predica e guarisce a destra e a manca e resiste alla fame e alle tentazioni e sa che lo avrebbero tradito ma si fa ammazzare lo stesso e in che modo, poi, e.
Ed esse si ricordarono delle sue parole, e, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Magdala, Giovanna e Maria di Giacomo.
Ma ragionando a mente fredda.
Tutta questa storia non può sembrare una bella divertente favoletta idiota per incantare la gente a seguire questo Dio
cane
che è taaaaanto buono, e se lo seguite non vi preoccupate che resuscitate come Gesù a vita nuova e andate in paradiso con tuttigliangeli e tuttiissanti tanto bbelli? No? Non vi pare?
Quelle parole parvero un vaneggiamento e non credettero ad esse. Pietro tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo le bende. E tornò a casa pieno di stupore.
Parola del Signore.
Loooode a te, o Cristo.
Cari fedeli. Siamo riuniti qui, oggi, per celebrare la resurrezione di Gesù a vita eterna.
Oh, ma non fraintendetemi. Io non ce l'ho con Gesù. Povero piccolo innocente Cristo, lui no.
E, a ben guardare, nessuno ce l'ha con Gesù.
Infatti si può ben dire di questo Dio
cane bastardo maiale porco figlio di troia spompinato a sangue da Maria Vergine
e, appunto, di quella
zoccola maiala puttana sudicia che spompina a sangue Dio
di Maria Vergine, ma di Gesù, chi ha da ridire niente?
Come abbiamo appena letto, furono le donne, ehm, Maria di Magdala, Giovanna e Maria di Giacomo, a trovare il sepolcro vuoto. Le donne, che appunto erano considerate in qualche modo inferiori, ecco, e che non vengono credute di primo acchito.
Chi ha da ridire niente di questo Gesù che, pensate un po',
Dio cane!,
si è sacrificato tutta la vita, no?, a fare miracoli, per conto del carissimo padre, il caro Dio
che probabilmente stava a farsi seghe nell'alto dei cieli,
e tutti che gli vanno dietro, a Gesù, e tutti che ci credono, ma,
attenzione,
solo dopo aver visto i miracoli. Che bello, Gesù, perchè non mi guarisci anche a me questa schiena malandata, quest'occhio cieco, quest'erezione precoce che mi affligge? Fallo, cazzo, fallo, e ti giuro che ci credo anch'io al tuo caro Dio
cane
e mi metto a pregare e tutto quanto anch'io. Ma certo.
Poi però gli uomini devono ricredersi. Pietro, infatti, giungerà al sepolcro ed egli stesso vedrà, proprio con i suoi occhi, le bene per terra e la pietra scostata. E, appunto, torna a casa pieno di stupore.
Il guaio è che non lo puoi fare, perchè non ci sei, caro Gesù. Duemila anni fa sì. Ora no. Sparito. Scomparso. Puff. Ci guardi dall'alto, d'accordo, ma non è la stessa cosa. Non lo è per niente, bello.
Cosa devo pensare? Che quelli che ti hanno avuto in mezzo a loro hanno avuto, pensa un po',
Dio boia,
il privilegio - o sarebbe meglio dire: il culo di poter usufruire del tuo cazzo di dono divino, che loro potevano essere guariti e salvati dalla via della perdizione, e seguire te, e piangere per te, e gridare e amare te, di credere in te vedendoti, e non sentendoti rammentare da preti rincoglioniti, loro, solo per il culo di vivere lì, in quegli anni precisi, in quel luogo preciso, dove la
puttana troia bagascia
della Madonna si è fatta fottere (oh, sì: fottere, eccome) dall'Arcangelo Gabriele e lo Spirito Santo, in un bell'orgione di gruppo, generando te? Devo pensare questo?
Loro culo, e tutti gli altri, e io, niente? Andrebbe così, la storia, secondo te?
Cosa vuole comunicarci Dio con questo. Dio, innanzitutto, ha scelto le donne come, ehm, come prime...persone, a sapere della resurrezione di Cristo, le donne che a quei tempi non erano credute, le loro parole sembravano vaneggiamenti, per cui dob
QUESTO L'HAI GIA' DETTO, COGLIONE!
Questi preti non capiscono veramente un cazzo.
(L'ingellato a fianco si è girato, tutti si sono girati, tutti con quelle cazzo di facce, ma che cazzo volete, che cazzo.)
...do, dobbiamo renderci conto che Dio non ha scelto a caso, e qui sta anche la piccola..
(Si son calmati. Il prete ha ripreso il suo schifo di discorso.)
Tornando a noi.
 Ma che cazzo, allora ho capito bene. Per chi ha avuto il culo di averlo tra loro, Gesù, allora bene. Tutti felici e contenti. Per tutti gli altri, un bel cazzo. Però, mica male. Milioni di persone morte in guerra, morte di fame, di sete, di stenti, generazioni cancellate da malattie, genocidii, e chi più ne ha più ne metta. E Dio?
Dove cazzo stava, sto Dio
boia cane stronzo lurido bastardo ingannatore assassino pezzo di merda
quando la gente crepava dalla fame in Africa, quando gli tsunami hanno spazzato via intere popolazioni, quando due aerei stavano per schiantarsi su due torri a New York, quando gli ebrei, tutti quei cazzo di ebrei, venivano decimati dai nazisti, solo per fare qualche esempio?
Dove cazzo stava? Lui è la sua infinita bontà? E la sua somma misericordia? Dov'era? Si era assentato un attimo? Era andato un attimino in bagno a cambiare l'acqua all'uccellino? Eh? Ma non era onnipresente, lui? E allora che cazzo faceva? Partecipava impassibile? E' questo il massimo che poteva fare?
...un messaggio di pace contro tutte le violenze e una speranza di fede che nessuno.
E dunque.
Ma se voi.

Magari si potrebbe dire che qualcuno è stato miracolato. Qualcuno si è salvato. Ma certo. Uno si è salvato, e mille sono morti, cazzo, facciamo un bell'applauso a Dio, complimenti vivissimi! Se lo merita, questo caro vecchio
fottuto stronzo testa di cazzo frocio
di Dio.
Questo caro vecchio
fottuto stronzo testa di cazzo frocio
di Dio.
Pertanto, concludo dicendovi che l'unica possibilità che ci rimane è quella di affidarsi nelle mani di
QUESTO CARO VECCHIO FOTTUTO STRONZO TESTA DI CAZZO DI DIO, PER CASO?
(Di nuovo gli occhi addosso. Peggio di prima. Molto peggio.)
MA SI', BUONA CARA PASQUA A TUTTI, E, MI RACCOMANDO, NON VI DIMENTICATE DI RINGRAZIARE DIO
BOIA
QUANDO SARETE A CASA E SCARTERETE L'UOVO DI CIOCCOLATO E SARETE A FARE LA MERITATA
(E' pazzo. E' pazzo.)
VACANZA, RINGRAZIATE DIO
CANE ,
CHE' E' LUI CHE CI HA CREATI E SENZA DI LUI NON ANDREMMO DA NESSUNA PARTE, COME NO, SAREBBE UNA BELLA MERDA SE NON CI FOSSE STATO LUI CHE UN BEL GIORNO SI ERA STUFATO DI FARSI LE SEGHE E HA DECISO DI FARE L'UNIVERSO E DI PLASMARE L'UOMO - UAO! - E RICAVARE LA DONNA DA UNA SUA COSTOLA - DOPPO UAO, COSTOLA, COSTOLA, COOOOOOSTOLA, NEL NOME DEL PADRE DEL FIGLIO E DELLO SPIIIIIRITO SAAAANTO GLOOOOO
(Tenetelo! Guglielmo!, tu e gli altri tenetelo fermo! (L'ingellato è sparito, molti se ne stanno andando, E' posseduto))
OOOOORIA AL PADRE IN PRINCIPIO ORA E SEMPRE NEI SEEEECOLI DEI SEEECOLI E COSI' SIA, YU-UUUUH, RAGAZZI CHE FATE? DOVE MI PORTATE, A UNA FESTA, DIOCANE? OFFRE DIO CHE TANTO HA TUTTO? OFFRE DIIIIIIIIIOOOOOOO, SIIII CHE BELLO ALLORA, FIGA DELLA MADONNA, SE OFFRE DIO ALLORA C'E' DA
(FERMO, RAGAZZI, DOVETE TENERLO FERMO! PADRE, IO NON SO COME SI FA, TU TIENILO FERMO, CON LA GRAZIA DI DIO CE LA FAREMO)
LA GRAZIA DI DIO UNA BELLA SEGA, DOV'E' ADESSO DIO CHE NON LO VEDO, EHI DIO, VIENI QUI A PUNIRMI FOOOORZAAA!!! DIOBESTIAAAA SONO QUI NELLA TUA CAZZO DI CHIESA CON I TUOI CAZZO DI TIRAPIEDI A INSULTARTI! PERCHE' NON MI PUNISCI O POTENTE PUNITOREEEE?
(VA BENE RAGAZZI SIAMO PRONTI, ORA CERCATE DI TRATTENERLO PIU' CHE POTETE, CI PROVIAMO PADRE, PADRE MI STA SBAVANDO ADDOSSO, STAI ZITTO!)
E TU CHE CAZZO CREDI DI FARE CON QUELLO SPRUZZO? CHE MI FAI, LA DOCCIA? AH LA SAI UNA BATTUTA FORTISSIMA, EH?, LO SAI CHE E' LA PIOGGIA? LA PIOGGIA, NO? E' IL PISCIO, IL PISCIO DI DIO, AHAHAHA, NON TI FA RIDERE?, A ME SIII, CAZZO DI DIO CANE BELVA LA TROIA DELLA MADONNA A ME FA RIIIIDERE TANTIIIIIIISSIMO, E LO SAI
(DEMONE! ASCOLTAMI!)
LO SAI QUINDI COS'E LA NEVE, TE LO LASCIO IMMAGINARE DIOCANE HIHIHI, EHI MI HAI CHIAMATO DEMONE? UH FORTEEEEE, DEMONE, AHHAHAHA!
(ABBANDONA QUESTO CORPO! LASCIA QUESTE SPOGLIE E TORNATENE DA DOVE SEI VENUTO!)
DEEEEMONE BELLO MI PIACE DIO CAZZO PUTTANA TROIA ZOCCOLA A ME PIAAACE DIO BOIA A BI CI DI E EFFE GI ACCA I ELLE MMMERDAA DEMONE MI PIACE PUTTANA LA MADONNA DIOCANE DIOBOIA  DIOINCULATO A SANGUE DIOSEEEEERPE SENZA
(ABBANDONA QUESTO CORPO ADESSO!)
CAZZO DI DIO SANTI PEDOFILI SEM
...
...
...
(Lasciatelo, ragazzi. E' tutto finito. Ha funzionato, padre? Sì, ha funzionato, figliolo. Ottimo lavoro. Ottimo lavoro tutti quanti. Lasciatelo. Guglielmo, lascialo, lo puoi lasciare.)
...
(Sta rinvenendo! Fategli aria, ragazzi. Ragazzo. Ehi, figliolo. Come stai?)
Ho..io ho...
(Fai con calma. Respira a fondo. Non fare sforzi.)
Io..ho visto...una luce...
(Hai visto una luce. Sai cos'era?)
Era una luce...immensa...era una luce veramente...
(Non fare sforzi, per carità.)
Una luce immensa!
(Una luce immensa, ho capito.)
Poi dopo però ci ho fatto l'abitudine, capisce padre?, dopo un po', e ho riconosciuto da dove veniva la luce.
(Da dove veniva la luce, figliolo?)
Sa che era, che dava tanta luce, padre?
(Dimmelo tu, figliolo.)
L'uccello.
(...?)
L'uccello di Dio in fiamme.


Rientrai in macchina poco dopo. Avevo un bruciore tremendo alla gola. Casimiro aveva quel muso da adone immerso in un cono gelato.
“Avevo fame” disse, a mo' di giustificazione.
“E chi ti ha detto niente?” La gola mi stava prendendo praticamente fuoco.
“Che accidenti hai fatto alla voce?” chiese.
Non gli risposi di primo acchito. Poi gli bisbigliai un Cazzi miei tra i denti.
“Vabbè. Andiamo?” disse dopo un po'. Aveva la crema che gli stava sgocciolando sulla mano.
“Finisci il gelato.” gli risposi in un ultimo sforzo.

-244

Kamikazeboy
P.link ¤ commenti (21) ¤ commenti (21)(popup)
categoria :